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February 23 Grazie CandidoGrazie Candidodi Franco Bomprezzi Grazie Candido. Leggo in queste ore il ricordo commosso di tanti, tantissimi. Persone di ogni tipo e di ogni censo. Lettori della Gazzetta, grandi giornalisti, campioni dello sport, imprenditori. Ma anche tante persone disabili, che ti sono riconoscenti per il tempo che hai trovato nella tua vita. Ricordo perfettamente quando ci siamo incontrati, all’angolo di via Solferino. Volevi che ti portassi i miei libri, per conoscermi meglio. Sei sceso in strada, come un giovane cronista, siamo rimasti a chiacchierare mentre io ero al volante della mia Bat-mobile, col finestrino abbassato. Ti sei subito incuriosito: volevi capire come facevo a guidare, a salire a bordo, ad azionare telecomandi, sedile girevole e altre diavolerie. Avevi lo sguardo che frugava dappertutto. E’ stata simpatia a prima vista, ovviamente. Mi sono fidato, sapevo che non mi avresti sfruttato per aggiungere qualche pagina facile al tuo libro in costruzione. Hai dedicato anche a me parole non banali, riflessioni da giornalista ricco di mestiere, senza alcuna presunzione, senza retorica. “E li chiamano disabili” resta un punto fermo in Italia. Ci sono alcuni che storcono il naso, sostengono che il tuo linguaggio era troppo schietto, hai valorizzato solo gli “eroi”, mentre migliaia di persone soccombono nel grigiore e nella fatica di vivere. Ma tu non volevi affatto incensare i migliori, a scapito degli altri. Avevi capito che per parlare a tutti, anche a coloro che si sono sempre girati dall’altra parte, quando sentivano la parola handicap, era necessario raccontare storie vere, interessanti, riconoscibili, emotivamente forti. Ecco perché la foto di copertina, con la leggiadra azione di danza di Simona Atzori, capelli sciolti e gambe verso il cielo, nella sua bellezza sintetizzava perfettamente il messaggio: solo guardando meglio ci si accorge che Simona non ha le braccia, occorre guardare bene, e cominciare a pensare. Da quando quel libro è uscito non ti sei fermato un giorno, hai sempre accettato gli inviti a presentazioni nei posti più incredibili, da Nord a Sud. Ci siamo trovati più volte, in sale piene, di gente normale, che veniva per ascoltarti ma anche per dire qualcosa, per testimoniare dal basso che avevi ragione, che avevi finalmente dato voce a un mondo senza parole. Potevamo contare su di te, rispondevi sempre al cellulare, con una voce squillante e allegra. E secondo me te ne sei andato con il medesimo stile, senza avvisare, da uomo libero e forte, uomo del Sud trapiantato a Milano, solido come una roccia, tenero come un bambino. Grazie Candido.
January 11 Bocca di Rosa. Per ricordare Fabrizio De AndrèLa chiamavano bocca di rosametteva l'amore, metteva l'amore,la chiamavano bocca di rosametteva l'amore sopra ogni cosa.Appena scese alla stazionenel paesino di San Vicariotutti si accorsero con uno sguardoche non si trattava di un missionario.C'è chi l'amore lo fa per noiachi se lo sceglie per professionebocca di rosa né l'uno né l'altrolei lo faceva per passione.Ma la passione spesso conducea soddisfare le proprie vogliesenza indagare se il concupitoha il cuore libero oppure ha moglie.E fu così che da un giorno all'altrobocca di rosa si tirò addossol'ira funesta delle cagnettea cui aveva sottratto l'osso.Ma le comari di un paesinonon brillano certo in iniziativale contromisure fino a quel puntosi limitavano all'invettiva.Si sa che la gente dà buoni consiglisentendosi come Gesù nel tempio,si sa che la gente dà buoni consiglise non può più dare cattivo esempio.Così una vecchia mai stata mogliesenza mai figli, senza più voglie,si prese la briga e di certo il gustodi dare a tutte il consiglio giusto.E rivolgendosi alle cornutele apostrofò con parole argute:"il furto d'amore sarà punito-disse- dall'ordine costituito".E quelle andarono dal commissarioe dissero senza parafrasare:"quella schifosa ha già troppi clientipiù di un consorzio alimentare".E arrivarono quattro gendarmicon i pennacchi con i pennacchie arrivarono quattro gendarmicon i pennacchi e con le armi.Il cuore tenero non è una dotedi cui sian colmi i carabinierima quella volta a prendere il trenol'accompagnarono malvolentieri.Alla stazione c'erano tuttidal commissario al sagrestanoalla stazione c'erano tutticon gli occhi rossi e il cappello in mano,a salutare chi per un pocosenza pretese, senza pretese,a salutare chi per un pocoportò l'amore nel paese.C'era un cartello giallocon una scritta neradiceva "Addio bocca di rosacon te se ne parte la primavera".Ma una notizia un po' originalenon ha bisogno di alcun giornalecome una freccia dall'arco scoccavola veloce di bocca in bocca.E alla stazione successivamolta più gente di quando partivachi mandò un bacio, chi gettò un fiorechi si prenota per due ore.Persino il parroco che non disprezzafra un miserere e un'estrema unzioneil bene effimero della bellezzala vuole accanto in processione.E con la Vergine in prima filae bocca di rosa poco lontanosi porta a spasso per il paesel'amore sacro e l'amor profanoJanuary 10 Napoli: disabile morta, caccia ai banditi Gli inquirenti: «Nessuno collabora»Napoli: disabile morta, caccia ai banditi
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Pubblicato in Foto, Soul/R&B|TAG: tina turner, mad max, ike turner
Pigmalione, marito e partner artistico di Tina, protagonista di una relazione burrascosa
E' apparsa così, esibendo ancora generosamente il suo leggendario fisico - a dire il vero un po' appesantito - tra strappi, miniabiti e trasparenze, al recente concerto tenuto al Madison Square Garden di New York. Tina Turner, dai 69 anni compiuti il 26 novembre scorso, ha perfino strizzato l'occhio al suo personaggio, Aunty Entity, in Mad Max 3, film del 1985 con Mel Gibson di cui interpretò anche il brano portante della colonna sonora, We don't need another hero.
Una carriera cominciata esattamente 50 anni fa, nel 1958, al fianco del partner poi diventato marito Ike Turner. Una vita difficile, trascorsa per più di 20 anni accanto ad un uomo prevaricatore e violento, raccontata nel libro autobiografico What's love got to do with it e portata sullo schermo nel film omonimo del 1993, questa grande signora del Soul e R&B è tuttora in tournée. Le sue performance sono da sempre scatenate e memorabili, con tanto di balletti su tacchi vertiginosi. Il Tina Turner Live in concert tour è al momento in Nord America ma approderà in Europa a gennaio 2009 (partendo il14/01, da Colonia - Germania) per una serie di date che però, sfortunatamente, non toccheranno l'Italia. Almeno per il momento.
CITTA' DEL VATICANO - Dopo il «no» alla depenalizzazione dell'omosessualità da parte dell'Onu (il
progetto di dichiarazione che la Francia intende presentare a nome
dell’Unione europea alle Nazioni Unite), il Vaticano esprime il proprio
dissenso anche nei confronti della Convenzione Onu sui diritti delle
persone con disabilità, entrata in vigore l’8 maggio scorso. Alla
vigilia della giornata internazionale delle persone con disabilità,
promossa dalle Nazioni Unite sul tema «Dignità e giustizia per tutti
noi», la Santa Sede ha confermato, come aveva già annunciato, che non
formerà il documento.
Benedetto XVI (Ansa)
ABORTO - La Convenzione Onu sui diritti dei disabili è il primo trattato sui diritti umani del Terzo Millennio ed è stato approvato dall’Assemblea generale dell’Onu nel 2006. Il Vaticano ha partecipato attivamente ai lavori per la stesura del testo, durati cinque anni ma, alla conclusione, si è rifiutata di firmarlo perché il documento non ha inserito un divieto esplicito nei confronti dell’aborto.
«NULLA DI NUOVO» - La mancata ratifica da parte della Santa Sede della Convenzione Onu sui disabili, era nota da tempo, «non c'è assolutamente nulla di nuovo». È quanto ha affermato il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. «La posizione della Santa Sede era già stata comunicata dall'arcivescovo Migliore (osservatore della Santa Sede presso le Nazioni Unite, ndr)» ha aggiunto Lombardi.
I MOTIVI DEL «NO» - La decisione era stata ufficializzata già lo scorso marzo e confermata in più occasioni dalla Santa Sede. Tanto da esser stata motivata già nel 2006, attraverso monsignor Migliore. A giudizio della Santa Sede, che si è espressa in tal senso nei vari incontri internazionali per l'elaborazione della Convenzione, i punti critici del testo risiedono negli articoli numero 23 e numero 25 che riguardano la pianificazione familiare e il diritto all'esercizio di questa. In particolare il Vaticano critica l'espressione «salute sessuale e riproduttività» collegata alla disabilità per la nota preoccupazione che in molti paesi i servizi sanitari implichino anche l'aborto. Il problema paventato dalla Santa Sede è che si giunga ad abortire feti di potenziali disabili. «È tragico - ha spiegato a suo tempo Migliore - che in una situazione in cui una imperfezione del feto può essere una condizione per praticare un aborto, la stessa Convenzione creata per proteggere le persone con disabilità da tutte le discriminazioni riguardo all’esercizio dei loro diritti possa essere usata per negare il basilare diritto alla vita delle persone disabili non ancora nate».
Citazione
COPPA UEFA: PORTSMOUTH - MILAN
..e c'è la rimonta firmata Ronaldinho Superpippo..Una partita di grande ritmo, che il Portsmouth ha imposto da subito sul piano dell'intensità, trovando le occasioni pericolose ma rischiando anche molto negli sprazzi di tecnica rossonera. Il primo tempo finisce 0-0 con gli ospiti a recriminare per i due legni colpiti da Inzaghi (saranno tre a fine partita per lo sfortunato bomber di Ancelotti). Poi nella ripresa un'azione sostenuta dei padroni di casa porta alla rete di testa di Kaboul al 17'. Il Milan accusa il colpo e va nuovamente sotto al 28' per il gol di Kanu. Il Milan prova il tutto per tutto con Ronaldinho e Pato in campo e viene ripagato: a sei minuti dal novantesimo Dinho insacca una punizione meravigliosa sotto l'incrocio dei pali, poi al 93' un lancio lungo dal centrocampo diventa la rete del 2-2: Inzaghi stoppa in area e piazza di punta la palla in rete. Il Milan si qualifica ai sedicesimi con due giornate di anticipo.
Citazione
C'è BISOGNO DI VOI :FIRMATE E SOTTOSCRIVETE
FIRMATE E DIFFONDETE.
I medici pediatri hanno promosso un appello per tentare di fermare la
proposta della Lega di abolire le cure primarie ed essenziali agli immigrati
sprovvisti di permesso di soggiorno (forse il più turpe dei provvedimenti
che il governo sta prendendo). Per firmare, basta cliccare sull'indirizzo:
http://appelli.arcoiris.tv/salute
Vi propongo di firmare e di far girare l'appello a sottoscrivere
TORINO - Dopo Lecce ancora una battuta d'arresto,
ancora un punto raccolto che denota all'interno della squadra una certa
mancanza di continuità soprattutto nel saper gestire le gare. Il Milan gioca bene, ma non riesce ad essere cinico quanto basta e perde punti preziosi.
Merito anche del Torino che con una prestazione di carattere prima trova il vantaggio con Stellone poi dopo la sfuriata rossonera raggiunge il pareggio con un calcio di rigore di Rosina. Recriminare? Probabilmente non serve ma certo è che il fallo di mano di Kaladze giusicato scomposto dall'arbitro Farina è
una fotocopia di una precedente situazione questa volta in area
granata. Tiro di Ronaldinho e Pratali che con il braccio largo stoppa
la traiettoria del brasiliano. Recriminare non serve ma se
quello di Kaladze era fallo da rigore lo stesso era quello di Pratali,
come detto autentica fotocopia. Normale
dunque che il Milan contro un Torino carico e ben disposto in campo
soffra qualcosa in più rispetto alle ultime partite giocate che
tuttavia avevano evidenziato un buon equilibrio tra i reparti.
Il compatto 4-4-2 granata si affida a Rosina decisamente tornato decisivo
come un tempo e proprio con il trequartista il Torino punge spesso
sulla sinistra portando poi il forte Dzemaili a continue percussioni
centrali che impensieriscono Abbiati.
Al 25' la gara prende una svolta decisiva. La palla finisce a Rosina che con un morbido cross trova la testa di Stellone
bravo a girare e battere Abbiati sul primo palo. Il vantaggio
granata sveglia il Milan che comincia a pressare l'avversario con
continuità.
Al 29' arriva il pareggio di Pato.
L'assist è di Gattuso, Pato aggancia e supera Sereni con un tiro secco
sotto la traversa. Il Milan continua a spingere e ottiene una punizione
al limite per un fallo su Kakà. Batte Ronaldinho con una traiettoria perfetta che fulmina Sereni.
La
ripresa riparte con una conclusione Pato che sfiora la traversa. Ma il
Torino ricomincia a caricare a testa bassa e con Dzemaili e con
Stellone poi il Milan inizia a vacillare.
Al 10' Farina come detto non vede un netto fallo di mano di Pratali su un tiro di Ronaldinho,
innescato da Kakà. Il Toro continua a spingere e De Biasi apporta
alcune correzioni. Entrano Abbruscato e Zanetti (out Bianchi e
Barone); esce anche Pirlo per Emerson. Ma l'anima del Torino è indomita
e i granata agguantano il pareggio con un rigore calciato da Rosina,
per un fallo di mano di Kaladze, del tutto identico a quello di Pratali.
tratto da:http://www.acmilan.com/NewsDetail.aspx?idNews=76429
La formazione rossonera a due mesi dall'infortunio di Andrea Pirlo ripropone il proprio centrocampista
rinunciando ad un giocatore di maggiore copertura come Flamini. In tale
disegno tattico Carlo Ancelotti non rinuncia poi nè a Clarence Seedorf
nè tantomeno al tridente brasiliano Kakà, Ronaldinho e Pato.
Citazione
Giornata dell'infaziaOggi20 Novembre si celebra la giornata dell'infanzia e dell'adolescenza...Pensiamo di più a questi angiolettie di meno a noi stessi.___
Cucciolini della mamma
Cucciolini della mamma,
guardate, anche il sole è andato a nanna.
Ora, in cielo c’è la luna,
e ci sono anche le stelle,
e c’è anche il libro delle storie più belle.
Con principesse, fate e tanti animaletti,
ci sono anche i miei due bimbetti.
Manca solo il pigiamino.
Presto, a nanna nel lettino
per sognare il mare blu,
e tutto quello che vuoi tu!__________
fonte:filastrocche.it
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| Notizia del 20 novembre 2008 - 13:00 |
Tutti contro la pedofilia |
Sono 35mila l'anno i minorenni vittime di violenze a causa del web. Arrivano in Italia come oggetto di scambio per il mercato pedopornografico. Fermiamo il massacro: Giornata Mondiale contro la pedofilia, Telefono Arcobaleno |
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Telefono Arcobaleno, l’Associazione che da dodici anni lotta al fianco delle polizie nazionali e internazionali contro la pedofilia e la pedopornografia in internet, oggi, in occasione della Giornata Mondiale sui diritti dell’infanzia, ricorda che moltissimi bambini arrivano in Italia anche come oggetto di scambio per il mercato pedopornografico. «La dimensione della pedofilia online dal 2006 a oggi è praticamente raddoppiata - spiega Giovanni Arena presidente e fondatore di Telefono Arcobaleno -. Ogni giorno, l’equipe informatica dell’Associazione, segnala in media 120 nuovi siti pedofili e scopre 7 nuovi bambini prigionieri di questo turpe mercato sul web e meno del 2%, ad oggi, è stato identificato». L'Europa si attesta epicentro assoluto della pedofilia online; oltre il 90% dei bambini sfruttati è di razza europea, l'86% dei materiali pedofili è allocato in Europa, i due terzi dei clienti sono europei. I consumatori italiani di pornografia minorile sono praticamente triplicati in quattro anni,
con un incremento del 188% rispetto al 2004, che pone l'Italia al
quinto posto di una triste classifica, preceduta solo da Germania,
Stati Uniti, Russia e Regno Unito. |
Citazione
12^ GIORNATA DI CAMPIONATO 2008/09
..solo un rigore, e il milan si aggiudica i tre punti..
Nuovo sorpasso alla Juve e sempre in scia all'Inter. E' un Milan meno brillante del solito, ma basta a conquistare i tre punti con il Chievo che servono a dare un profumo di derby alla lotta per lo scudetto. E fa tutto (o quasi) Kakà dopo un quarto d'ora, mettendo dentro un rigore fortemente dubbio che vale ai rossoneri il 14esimo risultato utile e ai gialloblù una classifica sempre più allarmante. Per il resto, il Milan ha sofferto per lunghi tratti la manovra del Chievo, sempre in partita anche per merito di Sorrentino, il portiere che, nel finale, nega il raddoppio ai padroni di casa prima a Pato e poi a Jankulovski.
Anche Abbiati però ha dovuto lavorare duro, segno che le assenze in difesa si sono fatte sentire. Già senza Borriello, Ambrosini, Maldini, Nesta e Pirlo, Ancelotti perde all'ultimo anche Zambrotta. Dentro allora Bonera sull'out destro e Favalli a far coppia al centro con Kaladze, mentre in attacco, dietro il duo dei sogni Kakà-Ronaldinho, Inzaghi è preferito a Pato. Di Carlo, invece, ha Bogdani fuori ma non rinuncia ad offendere con Pellissier e Luciano, due che sanno sempre tenere in apprensione le difese avversarie. E' il Milan, ovviamente, a fare la partita, a cercare di scardinare un Chievo sempre ordinato e pronto a ripartire. I palloni lavorati da Ronaldinho sono sempre una delizia, Kakà è mobile e Inzaghi si apposta, come suo solito, sul filo dell'off-side.
A sbloccare il match, però, non è un colpo dei tanti solisti rossoneri ma un rigore, e perlopiù dubbio, un presunto contatto al 15' tra Bentivoglio e Kakà che nasce fuori area e muore dentro. De Marco però non ha dubbi edindica il dischetto, mandando su tutte le furie il Chievo, colpito poi dallo stesso Kakà. Trovato il vantaggio, il Milan non si rilassa ma soffre un pò troppo la velocità del Chievo.
Gattuso, che dopo una manciata di minuti doveva ricorrere alle cure del medico dopo un intervento scomposto di Pinzi, è il solito settepolmoni ma non basta a spegnere del tutto le velleità dei gialloblù, che trovano spazi sulle fasce ma quasi mai si rendono pericolosi. Il Milan torna in campo dall'intervallo con l'intento di chiudere i conti ma non ci riesce perché il Chievo sa far blocco quando è il momento e Sorrentino si esalta al 4' sul colpo da biliardo di Dinho. Gli uomini di Di Carlo, passato il pericolo, si portano costantemente nella metà campo rossonera, creando più di un grattacapo ad Abbiati, bravo soprattutto al 14' quando si stende per deviare in corner una rasoiata dalla distanza di Bentivoglio.
Pato (per Inzaghi) ed Esposito (per Langella) sono i primi cambi ed il Milan, con il Ka-Pa-Ro, sembra potersi finalmente accendere. E così è nel finale, quando Sorrentino si guadagna un voto alto in pagella chiudendo le gambe sulla conclusione ravvicinata di Pato (che assist di Ronaldinho) e volando per smanacciare in corner una gran punizione di Jankulovski.Finisce però 1-0 una partita che lascia qualche ombra su un Milan che pero è sempre lì, pronto a giocarsi fino all'ultimo le chance di scudetto.
ROMA - La Cassazione scrive la parola fine per il
calvario di Eluana Englaro e, dichiarando inammissibile il ricorso
della procura generale di Milano, di fatto dice si' a staccare il
sondino che la tiene in vita forzata da quasi 17 anni dopo un incidente
stradale. ''E' la conferma che viviamo in uno stato di diritto'',
commenta subito il padre Beppino, che per dieci anni si e' battuto per
lasciar morire la figlia, ma la decisione dei supremi giudici provoca
l' immediata reazione del Vaticano.
''E' un fatto gravissimo
dal punto di vista etico e morale'', dice mons. Rino Fisichella,
presidente del Pontificio Accademia della Vita, parlando di un
''attentato alla vita'' e invitando il Parlamento a ''formulare una
legge, il piu' possibile condivisa, perche' venga evitata qualsiasi
esperienza di eutanasia passiva o attiva nel nostro Paese''. Contro l'
atteso pronunciamento e' insorta la maggioranza di governo con toni
molto forti - fino a parlare di ''omicidio di stato'' - tanto che nel
giro di qualche ora lo stesso Consiglio Superiore della Magistratura si
e' mosso per tutelare, per la prima volta, le Sezioni Unite Civili
dagli attacchi. Anche l'Anm scende in campo: ''Basta insulti - dice il
presidente Luca Palamara -.La corte di Cassazione e' una istituzione
fondamentale del sistema giudiziario italiano cui spetta l'alto compito
di garantire l'uniforme applicazione della legge''.
Ai supremi
giudici servono 21 pagine per spiegare l' inammissibilita' del ricorso
della Procura Generale di Milano contro il decreto della Corte di
Appello di Milano che autorizzava ad interrompere l' alimentazione
artificiale di Eluana, mettendo cosi' fine al suo stato vegetativo
permanente. Il pm non aveva la legittimazione ad impugnare il decreto -
sottolineano - perche' le condizioni di Eluana non riguardavano
''l'interesse pubblico e generale'', che legittima la sua azione in
sede di ricorso civile, ma si trattava di un '''diritto personalissimo
del soggetto, di spessore costituzionale come il diritto di
autodeterminazione terapeutica in tutte le fasi della vita anche in
quella terminale''.
La Cassazione da' atto ai giudici di
Milano di aver valutato correttamente tutta la documentazione che
dimostra l' irreversibilita' delle condizioni di Eluana e, di fatto,
rispettato la sua volonta' a rifiutare una vita fatta da una
''sopravvivenza solo biologica in uno stato di assoluta soggezione all'
altrui volere''. Il padre di Eluana e gli avvocati, se lo aspettavano e
tirano un sospiro di sollievo. ''La decisione conferma il principio per
cui nessuno, neppure il medico, puo' impossessarsi della vita di un
altro. E questo e' di vitale importanza per la tutela dei diritti
fondamentali dell'uomo'' osserva il prof. Vittorio Angiolini. ''E la
soluzione logica, ineccepibile, perfetta - agginge l'avvocato Franca
Alessio, curatrice di Eluana - Non poteva andare diversamente visto che
la Procura Generale ha fatto molto di piu' di quello che era legittimo
fare''.
L'ultimo capitolo della vicenda giudiziaria, com'era
prevedibile, chiude il calvario di Eluana ma riapre lo scontro sul
confine tra la vita e la morte, l' intervento della scienza, la
capacita' delle leggi di indicare la strada in terreni cosi' delicati.
''La Cassazione ha sancito una eutanasia di fatto e di diritto. Si
manda a morte una ragazza'' rincara mons. Fisichella, esprimendo
rispetto profondo per il dolore dei familiari della donna. Il
sottosegretario Alfredo Mantovano, sulla stessa scia, osserva che ''Una
parte della magistratura rifiuta la tutela della vita umana; privilegia
forme piu' o meno velate di eutanasia e di omicidio del consenziente;
impone questa sua opzione al Paese violando le leggi in vigore''.
Di
eutanasia parla anche il presidente emerito della Repubblica Francesco
Cossiga, duro con i magistrati che colmano le lacune dell' ordinamento
''adeguandolo ai mutamenti della coscienza sociale''. Luca Volonte'
(Udc): ''la Cassazione autorizza l' omicidio di Stato''. Secondo il
ministro Mara Carfagna ''togliere l' alimentazione ad un essere umano
equivale a ucciderlo''. Il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella
dice: ''Eluana e' la prima cittadina che morira' per una sentenza della
magistratura''. Per Roberto Formigoni, presidente della Regione
Lombardia, la Suprema Corte ''introduce in Italia al condanna a
morte''.
Dall' opposizione - ma anche da esponenti del Pdl,
come Fabrizio Cicchitto - si ribadisce l' urgenza di una legge. ''Non
possono e non devono essere piu' i tribunali, come spesso e' avvenuto,
a prendere decisioni cosi' importanti per la vita dei cittadini''
osserva Anna Finocchiaro (Pd). Rosy Bindi insiste sul che ''bisogna
colmare una lacuna legislativa'' ma precisa che ''chi attacca la
Cassazione e parla di eutanasia nella precedente legislatura ha
impedito l'approvazione di una legge su questa materia''.
tratto da:
http://temporeale.libero.it/libero/fdg/2338474.html
Una decisione sicuramente sofferta, ma credo che sia giusta come decisione. Bisogna che si rispetti la volontà di ogni essere umano perchè ognuno di noi ha la facoltà di decidere del proprio destino, della propria vita in ogni momento e in ogni situazione. Sia fatta la SUA VOLONTÀ
CASTEL VOLTURNO (NAPOLI) - Mama Africa, Miriam Makeba,
se n'e' andata uscendo di scena con un finale ad effetto. Aveva speso
tutta la sua vita per l'impegno civile ed e' morta 'sul campo', a
Castel Volturno, un luogo-simbolo della lotta alla criminalita' ed alla
sopraffazione, dove aveva voluto partecipare a tutti i costi,
nonostante le non brillanti condizioni di salute, al concerto
anticamorra a sostegno dello scrittore Roberto Saviano.
L'artista
di colore, 76 anni, era divenuta famosa in tutto il mondo per essersi
battuta vigorosamente contro il regime dell'apartheid che aveva
dilaniato il suo Paese, il Sudafrica. Non a caso era diventata delegato
delle Nazioni Unite. E non a caso il suo impegno contro la segregazione
razziale, ingigantito dalla fama di cantante nota in tutto il mondo,
aveva causato la reazione del governo sudafricano che, nel 1963 - in
pieno regime di apartheid - l'aveva costretta all'esilio ed aveva messo
al bando tutti i suoi dischi. Da alcuni anni, per motivi professionali,
la Makeba si era gia' trasferita in Europa, anche se continuava a
frequentare di tanto in tanto il suo Paese d'origine. Dopo che le fu
imposto l'esilio, per tornare in Sudafrica, Miriam Makeba dovette
attendere quasi 30 anni: soltanto nel 1990, infatti, Nelson Mandela
riusci' a convincerla a tornare nella terra dove era nata - sua madre
era di etnia swazi e suo padre, morto quando lei aveva sei anni, era
uno Xhosa - e che era stata costretta ad abbandonare.
Trasferitasi
prima in Europa e poi negli Stati Uniti, proprio in quella lunga fase
della sua vita, espresse il meglio di se' nel campo artistico. In
America Miriam Makeba incise le sue canzoni piu' conosciute: Pata Pata,
The Click Song e Malaika. Nel 1968 si sposo' con Stokely Carmichael, un
attivista per i diritti civili. Il matrimonio scateno' grandi polemiche
negli Stati Uniti e la sua carriera ne subi' un notevole rallentamento.
Si separo' dal marito - con il quale si era trasferita in Guinea - nel
1973. Nel 1985, dopo la morte della sua unica figlia, Bongi, torno' a
vivere in Europa. Nel 2005 decise di dare il suo addio alle scene e lo
fece con un memorabile tour, che tocco' tutti i Paesi del mondo nei
quali si era esibita. Ma il destino, per l'addio definitivo, le aveva
riservato un altro appuntamento. Quello che ieri sera l'ha condotta sul
palco di Baia Verde, a Castel Volturno, dove un pubblico accorso per
una grande testimonianza di impegno civile, le ha riservato l'ultimo,
indimenticabile applauso.
CAMORRA: CHIESTO IL PIZZO AGLI OPERAI CHE MONTAVANO IL PALCO PER IL CONCERTO
NAPOLI
- "Alcuni sconosciuti hanno chiesto il pizzo agli operai che stavano
montando il palco per il concerto dedicato a Saviano". Lo ha reso noto
l'assessore alla Formazione della Regione Campania, Corrado Gabriele
promotore degli Stati generali per la scuola nel Mezzogiorno, che si
chiudono questa sera a Castel Volturno (Caserta) proprio con il
concerto di Miriam Keba e Maria Nazionale dedicato a Saviano. Il fatto,
secondo quanto riferisce Gabriele, è avvenuto nella serata di ieri.
L'assessore ha informato dell'accaduto i carabinieri.
"Appena mi
hanno riferito l'accaduto - ha detto ancora l'assessore - ho chiamato
il comandante provinciale dei carabinieri di Napoli ed è stato
informato anche il coordinatore della direzione distrettuale antimafia
di Napoli, Franco Roberti". "Gli operai hanno detto agli sconosciuti di
non essere in grado di dare loro risposte e di tornare di oggi", ha
raccontato ancora Gabriele. "Domani formalizzeremo una denuncia contro
ignoti - ha concluso Gabriele - ma quanto è avvenuto è di una gravità
inaudita. Posso dire però che il concerto si svolgerà regolarmente,
grazie alla presenza delle forze dell'ordine, nel posto che avevamo
previsto: il luogo dove fu ammazzato l'imprenditore coraggioso Domenico
Noviello".
tratto da:
http://temporeale.libero.it/libero/fdg/2327125.html
(Nella foto, la squadra festeggia dopo il vantaggio di Ronaldinho. Oltre il 90' arriverà la rete di Esposito)
Citazione
Un libro per Fabio
UN LIBRO PER FABIO
PAGINE DI SPERANZA
I proventi della vendita di questo libro andranno a favore di Fabio Muroni,colpito dalla rara sindrome di West.Tali fondi aiuteranno il piccolo Fabio ad ottenere le cure medichenecessarie presso la clinica HBO di Fort Lauderdale in Floridaecco il link per l'acquisto:
http://www.arduinosacco.it/catalogo/index.php?libro=285&genere=3
COPIATO DAL BLOGdi Walter il Re delle Foresta:
" Sì Sì Sì
Il libro per Fabio.....
...è in stampa ce l'abbiamo fatta!!
Oggi ho incontrato l'editore,
che aveva già ricevuto in un file il tutto,
e con grande sorpresa.....
ho tenuto tra le mani il suo prototipo !!!!
E' stato bellissimo....sono circa 320 pagine e in tutto
gli autori degli scritti...cioè voi 89 !
Per tutti coloro che lo vogliono ordinare
si devono rivolgere all'editore sul sitoil libro verrà consegnato a casa tramite posta
e il pagamento avverrà contrassegno
il prezzo è di €18 più le spese di spedizione.
Il ricavato della vendita sarà versato direttamente
sul conto di Scricciolo dall'editore stesso.Questa scelta è stata fatta
perchè comprandolo in libreria
parte del ricavato andava alla libreria stessa
ed in questo modo invece,
il nostro scricciolo avrà di più.Ringrazio a tutti voi,
che ci avete dato una mano per realizzarlo
ma un grazie particolare è rivolto a Brazir,
perchè è stato lui ad aver avuto questa idea
ed io l'ho solo aiutato nel suo progetto "grazie a te Walter per tutto quello che stai facendo
e naturalmente FORZA FABIO!
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